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Appena le giornate si intiepidiscono
arrivano quei meravigliosi momenti in cui le piante si risvegliano e si ricoprono
di nuovi germogli.
E' il momento di dedicare
alle piante una cura di grande importanza: il lavaggio di tronco e di foglie.
Anche le piante si sporcano. Le loro parti aeree si ricoprono progressivamente
di polvere, se non sono esposte alla pioggia. Diventano, così, meno belle
non hanno un buon odore e, soprattutto, deperiscono perché prendono meno
luce e vengono ostacolati gli scambi gassosi. Inoltre, io ipotizzo che la patina
di sporco possa danneggiare la superficie di rivestimento delle foglie con un'azione
meccanica e chimica, facilitando l'insorgere di malattie.
Possiamo allora intervenire
noi e fare le veci della Natura dando una pioggia rigeneratrice alle piante
che normalmente non la ricevono.
Vi dico quel che faccio io.
Aspetto una giornata asciutta e tiepida (dai 10 °C in su).
Porto in bagno le piante facilmente trasportabili
e do una bella lavata alle chiome con la doccia, evitando, per quanto possibile,
di bagnare il terriccio.
Accortezze da adottare: panni sotto i vasi per non rovinare i sanitari, filtro
allo scarico (una spugnetta va bene), acqua a temperatura dell'aria, e, inoltre,
getto ad intensità media.
Lascio sgrondare un poco e poi riporto le piante al loro posto ad asciugarsi
in breve tempo. L'acqua, in generale, non deve permanere troppo a lungo sulle
parti aeree perché è un fattore fondamentale per lo sviluppo di
malattie fungine, soprattutto nelle specie sensibili.
E, a proposito di acqua, non lasciatela ristagnare nei sottovasi, specialmente
dopo questa operazione di lavaggio che, nonostante tutte le cautele adottate,
avrà ampiamente intriso d'acqua il pane di terra. La saturazione prolungata
di tutti gli spazi del terreno favorisce lo sviluppo di patogeni e soffoca le
radici. Quando dico che le radici soffocano, lo dico letteralmente, perché
anche le radici hanno bisogno di ossigeno e lo traggono dall'aria che circola
nel terreno.
Se le piante non sono trasportabili, la migliore soluzione per ripulirle
è quella di munirsi di una canna e di una pistola che possa nebulizzare
l'acqua.
Attenzione, perché getti più intensi trasformerebbero il pavimento
nel ponte di una nave, con rovinose cadute di acqua ai piani inferiori e un
deterioramento nei rapporti condominiali! Un'alternativa a canna e pistola è
uno spruzzetto a mano, come quello per bagnare i panni da stirare, o, meglio,
uno a pompa. Entrambi si trovano nei garden center o nei supermercati. Sia con
la canna che con lo spruzzetto curo di nebulizzare fino a che l'acqua sgocciola
dal tronco e dalle foglie portandosi via lo sporco.
L'ultima operazione sarà quella di asciugare il pavimento del balcone
e del locale dove avete lavorato.
I tronchi spogli (piante a foglia caduca) dovrebbero quantomeno essere
spolverati con un pennello asciutto. Ma, in questo caso, bisogna curare di ripulirlo
bene (panno e alcool) tra una pianta e l'altra per non agevolare lo scambio
dei patogeni eventualmente presenti (funghi o uova di insetti, ad esempio).
Infine, non è raccomandabile la bagnatura delle piante con aghi
(cactacee) e con foglie carnose, delicate e ricoperte di peluria come
la violetta africana (Saintpaulia spp). Per ripulire dalla polvere queste piante
è bene limitarsi all'uso di un pennello asciutto e di un po' di pazienza.
Se questa operazione che io chiamo
"il bagno alle piante" non vi sembra la fine del mondo, ripetetela
periodicamente nell'arco dell'anno, evitando i periodi di fioritura. Le piante
in casa potranno anche giovarsene nei periodi invernali.
A fronte del tempo, dell'impegno e dello sporco in bagno e per casa, offrirete
alle piante numerosi vantaggi: un ritorno ai loro colori ed odori naturali,
maggiore vigore e resistenza, una parziale rimozione dei parassiti e dei relativi
essudati, un ambiente meno favorevole agli odiosi ragnetti rossi, che prosperano
nel caldo secco e nella polvere.
Concludo dicendo che ho nei miei ricordi d'infanzia la visione di paesaggi tropicali,
quando nella vasca finivano a rinfrescarsi i superlussureggianti pothos, dracene
e filodendri della mamma.
Che profumi di foglie bagnate e di terra e di muschi umidi!
Un grazie alla mia mamma verde per quello che da lei ho imparato.